Questo Nerello Mascalese del versante nord dell’Etna nasce da un insieme di vecchie vigne ad alberello, molte delle quali superano i cinquant’anni di età, distribuite tra i 550 e i 930 metri di altitudine in alcune delle contrade più rappresentative dell’area: Pietramarina e Verzella a Castiglione di Sicilia, Capreri, Zucconero, Piano Daini a Solicchiata, Allegracore a Randazzo e Friera a Linguaglossa. Un mosaico di parcelle che racconta tutta la complessità del vulcano, tra esposizioni, quote ed eruzioni stratificate nel tempo.
Il vino è classificato IGT Terre Siciliane ed è composto per l’85% da Nerello Mascalese, completato da varietà locali, coltivate secondo un approccio di agricoltura naturale su suoli vulcanici ricchi di sabbie nere, pietre laviche e ceneri, capaci di conferire tensione minerale e grande profondità espressiva. La vendemmia è manuale e avviene tra fine settembre e metà ottobre, seguendo i tempi lenti della montagna e delle alte quote.
La vinificazione è essenziale e rispettosa: fermentazione spontanea in botti di cemento, senza controllo della temperatura, con circa 15 giorni di macerazione sulle bucce, per estrarre in modo delicato struttura e identità territoriale. L’affinamento prosegue in cemento e vecchie botti di piccolo formato, senza interventi correttivi, permettendo al vino di trovare un equilibrio naturale.
Nel calice si esprime con un profilo elegante, verticale e profondamente etneo, dove freschezza, tannino fine e mineralità convivono in perfetta armonia. Un vino che non cerca potenza, ma precisione e trasparenza, capace di raccontare il versante nord dell’Etna attraverso la voce autentica del Nerello Mascalese e delle sue vigne storiche.
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